“Grande miracolo, nuovo Segato sangue di poveri pietrificato”
Una brezza antica profumata di conoscenza ha ripreso a soffiare sul Belpaese
e a bisbigliare i suoi segreti a Firenze.
Tendi l’orecchio navigatore di rotte moderne, fatti travolgere dalla corrente
elettronica del www, lascia che il tuo mouse si areni senza paura in quel di
Careggi, ammantato da una millenaria sabbia d’Egitto trasportata dal soffio
caldo del vento.
L’espressione di questa rinnovata primavera di sensibilità artistica
si è concretizzata il 20 gennaio 2006 nell’incontro preludio dell’inaugurazione
della mostra sui reperti di Girolamo Segato, esposti nell’atrio dell’aula
Magna di Medicina e Chirurgia.
Nel 1792 Vedana dà i natali a questo personaggio così particolare,
la cui vita dimostra quanto sia impossibile una definizione precisa di chi fosse
veramente … naturalista, anatomico, commerciante, cartografo, esploratore,
deturpatore di colonne …. tutto ed il contrario di tutto.
Un uomo, un mistero, come quello che ha portato con sé nella tomba riguardante
il metodo da lui ideato per la conservazione della materia vivente … metodo
che tutt’oggi resta, seppur con tutte le moderne tecnologie d’indagine,
inviolato. “Dirai all’Italia che tanto ho amato ed amo che ho fatto
poco perché mi son mancati i mezzi”: queste le ultime parole di
un uomo che non ebbe certamente una vita banale. Nato da famiglia agiata, Girolamo
rivela fin da piccolo il suo interesse per la natura tutta nel suo complesso.
L’incontro a Venezia nel 1818 con Annibale de’Rossetti gli fornisce
l’opportunità di partire alla volta dell’Egitto per dedicarsi
alla scoperta delle meraviglie delle Due Terre, anche se in veste ufficiale
di commerciante. Si interessa alla cartografia e al metodo di mummificazione
utilizzato dagli antichi egizi. Dopo varie vicissitudini si ritrova povero a
Firenze, privato anche della speranza di un ritorno nelle terre dorate bagnate
dal Nilo a causa di un incendio alle proprietà di Rossetti al Cairo;
non per questo si arrende e in pochi anni lavora a un gran numero di preparati
anatomici di svariato genere senza contravvenire ai principi cristiani, anche
se purtroppo il nullaosta ufficiale della Chiesa gli perverrà solo nel
1835. L’anno dopo si ammala di broncopolmonite e muore senza rivelare
il segreto della sua tecnica, tecnica non assimilabile né alla mummificazione
tout-court, né tantomeno ad una moderna plastinazione; alcune esercitazioni
anatomiche di dissezione sono molto ben fatte e tutt’oggi ben conservate.
La mancanza di tracce di silicio esclude anche il processo di pietrificazione.
Quel che appare certo è che la tecnica è stata “costruita”
nel tempo attraverso tentativi, ed ha raggiunto le sue più alte espressioni
in preparati “artistici” quali il tavolino costituito di frammenti
di tessuti umani e la cosiddetta testa di Belluno. Questo è un preparato
di una giovane donna la cui bellezza è stata paragonata a un “fiore
di cristallo”….. (si sa .. ognuno ha i suoi gusti!). Esso è
stato studiato a fondo a livello di imaging radiologica dando dei risultati
sorprendenti: le tecniche usate hanno rilevato un eccezionale visibilità
addirittura dei vasi più superficiali e sottili del cranio. Tutto questo
ha portato alla conclusione che Segato utilizzasse un fluido non viscoso che,
per raggiungere i capillari periferici, doveva essere per forza iniettato subito
dopo il decesso prima che il sangue coagulasse .. che fosse il nostro uomo in
diretto collegamento con un medico?
L’arte della mummificazione ha esercitato il suo fascino fin dai tempi
antichi come dimostrano le testimonianze di Erodoto che ci ha lasciato una particolareggiata
descrizione della tecnica utilizzata dagli Egizi, descrizione non del tutto
corrispondente al vero secondo i recenti studi svolti da un professore della
Long Island University, che si è cimentato con successo nella mummificazione
di un cadavere seguendo il più possibile le istruzioni raccolte da Erodoto.
La parola mummia viene dall’arabo che vuol dire bitume, nero proprio come
nere erano le mummie trovate dai primi tombaroli che le hanno così denominate
…. mummie insomma ….. cadaveri ormai, corpi privi di vita dall’aspetto
carbonizzato … morti sì, ma pur sempre vivi, perché immortali
nell’immortalità della carne che non torna polvere, che non è
disfatta dal passare del tempo …
Ed è proprio il desidero che la vita possa non finire mai che ha creato
un alone di particolare interesse intorno alle tombe sulle rive del Nilo, interesse
che si risvegliò particolarmente in Europa a seguito delle campagne di
Napoleone in Egitto. Addirittura si credeva che l’estratto di mummia avesse
potere terapeutico e tuttora oggi l’olio di mummia viene venduto negli
stati uniti al modico prezzo di 1000/1500 euro la boccetta! Testimonianza di
questa aspirazione all’immortalità non è rappresentata solo
dagli antichi Egizi o da Girolamo Segato …. Basti pensare a Reush o a
Gunther Von Heigher, che fu l’inventore della moderna plastinazione, o
anche ad Oscar Wilde che senza sporcarsi le mani con cadaveri, ne ha dato però
un evidente prova nel suo Dorian Gray.
Questo desiderio di vita dopo la vita si concretizza oggigiorno in modo diverso,
nel ricorso non più a tecniche che preservino il corpo dopo la morte
(anche se in America esiste ancora una ditta che si occupa un po’ anacronisticamente
di mummificazione) ma alla chirurgia estetica che fornisce una concreta illusione
di eterna gioventù.
Ma ritornando a noi caro lettore, e soprattutto al nostro Segato, non credere
di aver speso male il tuo tempo nel soffermarti in quest’angolo di spazio
e tempo, che è presente passato e futuro insieme … sappi che folti
gruppi di Giapponesi dipartono dalla loro terra natia giungendo fin qui nel
museo anatomico della nostra Università di Firenze per rendere omaggio
a questo personaggio così speciale. Fra questi anche una pop star dalla
cresta rossa insieme ad un fortunato manipolo di fans ha compiuto questo viaggio
e, data l’occasione, non ha esitato ad improvvisarsi dottore per (si presuppone
dato che parlava nel suo idioma asiatico) magnificare il grande Segato! Si sa
le pop star possono sempre tutto ….. o quasi!
ARIGATO’ per l’attenzione!
Laura Lippa & Valeria Selvi