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Notiziario On-Line
della
Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell' Università degli Studi di Firenze
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Anno VII N. 1 - Marzo 2009 Sommario - Direzione - Segreteria di redazione - Comitato di redazione - Invio dei contributi 
 

 

“Grande miracolo, nuovo Segato sangue di poveri pietrificato”

 

Una brezza antica profumata di conoscenza ha ripreso a soffiare sul Belpaese e a bisbigliare i suoi segreti a Firenze.
Tendi l’orecchio navigatore di rotte moderne, fatti travolgere dalla corrente elettronica del www, lascia che il tuo mouse si areni senza paura in quel di Careggi, ammantato da una millenaria sabbia d’Egitto trasportata dal soffio caldo del vento.
L’espressione di questa rinnovata primavera di sensibilità artistica si è concretizzata il 20 gennaio 2006 nell’incontro preludio dell’inaugurazione della mostra sui reperti di Girolamo Segato, esposti nell’atrio dell’aula Magna di Medicina e Chirurgia.
Nel 1792 Vedana dà i natali a questo personaggio così particolare, la cui vita dimostra quanto sia impossibile una definizione precisa di chi fosse veramente … naturalista, anatomico, commerciante, cartografo, esploratore, deturpatore di colonne …. tutto ed il contrario di tutto.
Un uomo, un mistero, come quello che ha portato con sé nella tomba riguardante il metodo da lui ideato per la conservazione della materia vivente … metodo che tutt’oggi resta, seppur con tutte le moderne tecnologie d’indagine, inviolato. “Dirai all’Italia che tanto ho amato ed amo che ho fatto poco perché mi son mancati i mezzi”: queste le ultime parole di un uomo che non ebbe certamente una vita banale. Nato da famiglia agiata, Girolamo rivela fin da piccolo il suo interesse per la natura tutta nel suo complesso. L’incontro a Venezia nel 1818 con Annibale de’Rossetti gli fornisce l’opportunità di partire alla volta dell’Egitto per dedicarsi alla scoperta delle meraviglie delle Due Terre, anche se in veste ufficiale di commerciante. Si interessa alla cartografia e al metodo di mummificazione utilizzato dagli antichi egizi. Dopo varie vicissitudini si ritrova povero a Firenze, privato anche della speranza di un ritorno nelle terre dorate bagnate dal Nilo a causa di un incendio alle proprietà di Rossetti al Cairo; non per questo si arrende e in pochi anni lavora a un gran numero di preparati anatomici di svariato genere senza contravvenire ai principi cristiani, anche se purtroppo il nullaosta ufficiale della Chiesa gli perverrà solo nel 1835. L’anno dopo si ammala di broncopolmonite e muore senza rivelare il segreto della sua tecnica, tecnica non assimilabile né alla mummificazione tout-court, né tantomeno ad una moderna plastinazione; alcune esercitazioni anatomiche di dissezione sono molto ben fatte e tutt’oggi ben conservate. La mancanza di tracce di silicio esclude anche il processo di pietrificazione. Quel che appare certo è che la tecnica è stata “costruita” nel tempo attraverso tentativi, ed ha raggiunto le sue più alte espressioni in preparati “artistici” quali il tavolino costituito di frammenti di tessuti umani e la cosiddetta testa di Belluno. Questo è un preparato di una giovane donna la cui bellezza è stata paragonata a un “fiore di cristallo”….. (si sa .. ognuno ha i suoi gusti!). Esso è stato studiato a fondo a livello di imaging radiologica dando dei risultati sorprendenti: le tecniche usate hanno rilevato un eccezionale visibilità addirittura dei vasi più superficiali e sottili del cranio. Tutto questo ha portato alla conclusione che Segato utilizzasse un fluido non viscoso che, per raggiungere i capillari periferici, doveva essere per forza iniettato subito dopo il decesso prima che il sangue coagulasse .. che fosse il nostro uomo in diretto collegamento con un medico?
L’arte della mummificazione ha esercitato il suo fascino fin dai tempi antichi come dimostrano le testimonianze di Erodoto che ci ha lasciato una particolareggiata descrizione della tecnica utilizzata dagli Egizi, descrizione non del tutto corrispondente al vero secondo i recenti studi svolti da un professore della Long Island University, che si è cimentato con successo nella mummificazione di un cadavere seguendo il più possibile le istruzioni raccolte da Erodoto.
La parola mummia viene dall’arabo che vuol dire bitume, nero proprio come nere erano le mummie trovate dai primi tombaroli che le hanno così denominate …. mummie insomma ….. cadaveri ormai, corpi privi di vita dall’aspetto carbonizzato … morti sì, ma pur sempre vivi, perché immortali nell’immortalità della carne che non torna polvere, che non è disfatta dal passare del tempo …
Ed è proprio il desidero che la vita possa non finire mai che ha creato un alone di particolare interesse intorno alle tombe sulle rive del Nilo, interesse che si risvegliò particolarmente in Europa a seguito delle campagne di Napoleone in Egitto. Addirittura si credeva che l’estratto di mummia avesse potere terapeutico e tuttora oggi l’olio di mummia viene venduto negli stati uniti al modico prezzo di 1000/1500 euro la boccetta! Testimonianza di questa aspirazione all’immortalità non è rappresentata solo dagli antichi Egizi o da Girolamo Segato …. Basti pensare a Reush o a Gunther Von Heigher, che fu l’inventore della moderna plastinazione, o anche ad Oscar Wilde che senza sporcarsi le mani con cadaveri, ne ha dato però un evidente prova nel suo Dorian Gray.
Questo desiderio di vita dopo la vita si concretizza oggigiorno in modo diverso, nel ricorso non più a tecniche che preservino il corpo dopo la morte (anche se in America esiste ancora una ditta che si occupa un po’ anacronisticamente di mummificazione) ma alla chirurgia estetica che fornisce una concreta illusione di eterna gioventù.
Ma ritornando a noi caro lettore, e soprattutto al nostro Segato, non credere di aver speso male il tuo tempo nel soffermarti in quest’angolo di spazio e tempo, che è presente passato e futuro insieme … sappi che folti gruppi di Giapponesi dipartono dalla loro terra natia giungendo fin qui nel museo anatomico della nostra Università di Firenze per rendere omaggio a questo personaggio così speciale. Fra questi anche una pop star dalla cresta rossa insieme ad un fortunato manipolo di fans ha compiuto questo viaggio e, data l’occasione, non ha esitato ad improvvisarsi dottore per (si presuppone dato che parlava nel suo idioma asiatico) magnificare il grande Segato! Si sa le pop star possono sempre tutto ….. o quasi!
ARIGATO’ per l’attenzione!


Laura Lippa & Valeria Selvi